Gestione colf e badanti

Assunzioni - conteggi - buste paga lavoratori domestici

Gestione colf e badanti

Nella definizione di "lavoro domestico" rientrano tutti quei rapporti di lavoro subordinato in cui l'attività lavorativa si svolge presso l'abitazione del datore di lavoro per le necessità familiari e personali di quest'ultimo; sono lavoratori domestici, pertanto, colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc.

A questa categoria appartengono anche i lavoratori che prestano attività di lavoro domestico presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.

Il lavoro domestico può avere modalità di svolgimento diverso:

  • a servizio intero (lavoratore domestico convivente o badante), se il lavoratore abita presso il datore di lavoro, usufruendo, oltre che della retribuzione, del vitto e dell'alloggio;
  • a mezzo servizio – se presta, presso la stessa famiglia, servizio per almeno 4 ore al giorno o per 24 ore settimanali, quando il servizio non è uniforme in tutti i giorni della settimana;
  • ad ore – se presta la propria opera in famiglia solo per alcuni giorni alla settimana, e con un orario inferiore alla 24 ore settimanali.

Questo tipo di rapporto di lavoro è regolato dal CCNL di categoria sottoscritto il 21 maggio 2013: decorrenza 1° luglio 2013 – Scadenza 31 dicembre 2016.

E' caratterizzato dalla subordinazione e dall’erogazione di una retribuzione, ed è soggetto all’obbligo assicurativo, in applicazione delle norme previste dall'art. 26 DPR 1403/71 (obbligo delle assicurazioni sociali nei confronti dei lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari). Ai lavori domestici spetta inoltre il diritto al riposo settimanale, al riposo notturno (che non deve essere inferiore alle 8 ore consecutive) e alle ferie annuali (almeno 15 giorni consecutivi); hanno diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro nei casi di licenziamento discriminatorio, legato cioè a ragioni politiche, religiose o sindacali.

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