Pensioni di anzianità e vecchiaia

Pensione di anzianità

Pensione di anzianità

Il diritto alla pensione di anzianità, entro il 31 dicembre 2011, spetta al raggiungimento di una quota ottenuta sommando l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi.

  • Per i lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensione sostitutivi e integrativi, a partire dal 1° gennaio 2011, è necessario raggiungere quota 96 con almeno 60 anni di età (60 anni di età + 36 di contributi oppure 61 anni di età + 35 di contributi)
  • Per i lavoratori autonomi, invece, occorre raggiungere quota 97 con almeno 61 anni di età (61 anni + 36 di contributi oppure 62 anni + 35 di contributi)

Il requisito minimo di 35 anni di contributi deve essere perfezionato senza contare la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Si può andare in pensione a prescindere dall'età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tal caso, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

Alla data di decorrenza della pensione è richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi. Non è, invece, richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, nonché alla Gestione separata. Essa spetta ai lavoratori che abbiano:

  • raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

Occorre, tuttavia, distinguere tra diverse categorie di soggetti:

Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

 

  • REQUISITO CONTRIBUTIVO: a decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo

 

  • REQUISITO ANAGRAFICO:

a) lavoratrici dipendenti assicurate al FPLD dell’AGO, nonché assicurate al Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste

  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012: 62 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013: 62 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015: 63 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017: 65 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018: 66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019: 66 anni e 7 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita)

b) lavoratrici autonome e gestione separata:

  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012: 63 anni e 6 mesi
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013: 63 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015: 64 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017: 66 anni e 1 mese
  • dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018: 66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019: 66 anni e 7 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita)

c) lavoratori dipendenti iscritti all’AGO ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap:

  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012: 66 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015: 66 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018: 66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019: 66 anni e 7 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita)

d) lavoratori autonomi e gestione separata:

  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012: 66 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015: 66 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018: 66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019: 66 anni e 7 mesi (requisito da adeguare alla speranza di vita)

 

Soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996

Dal 1° gennaio 2012, i soggetti per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia:

  • in presenza del requisito contributivo di 20 anni e dei requisiti anagrafici sopra specificati, se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (cd. importo soglia);
  • al compimento dei 70 anni di età e con 5 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria, da riscatto) - con esclusione della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo - a prescindere dall’importo della pensione. Per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, il requisito anagrafico dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 è di 70 anni e 3 mesi, mentre dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 è di 70 anni e 7 mesi. Dal 2019 lo stesso requisito potrà subire ulteriori incrementi per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita.

 

Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, fermo restando che, qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro, non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa. Non è, invece, richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione sociale/assegno sociale

Prestazioni economiche per chi versa in condizioni disagiate

La pensione sociale è una forma di assistenza - ormai sostituita dall'assegno sociale - che l'Inps eroga agli ultrasessantacinquenni, residenti in Italia, indigenti, cioè privi di reddito o con reddito inferiore a quello della stessa pensione sociale. Tale prestazione spetta solo a coloro che hanno maturato i requisiti con domanda presentata entro il 1995.

Tutti quelli che, invece, hanno compiuto i 65 anni successivamente, e hanno i requisiti necessari, hanno diritto all'assegno sociale. Anche coloro che sono già titolari di pensione sociale e che in data successiva al 31 dicembre 1995 hanno perso il diritto a fruire di tale prestazione, possono fare domanda di assegno sociale, sempre se in possesso dei requisiti.

L'importo percepito può variare in base al reddito e allo stato civile del richiedente, ovvero se questi è coniugato o meno. Esso aumenta di anno in anno, nella stessa misura di quanto aumenta il trattamento minimo delle pensioni Inps, in base ad un Decreto ministeriale.

L'importo mensile della pensione è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità.

Oltre alle persone maggiori di 65 anni che, fino al 31 dicembre 1995, avevano i requisiti di reddito richiesti, la pensione sociale viene percepita anche dai titolari di pensione di invalidità civile, con gli stessi requisiti anagrafici, per i quali la pensione sociale dell'Inps ha sostituito quella pagata dal Ministero degli Interni. Agli invalidi civili che hanno compiuto i 65 anni dopo 31 dicembre 1995 spetta invece l'assegno sociale.

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